Verona e Torino più di un'antologia

Di fronte alla violenza non si possono fare graduatorie, ma Torino e Verona sono accomunate da un denominatore comune, che è proprio delle ideologie totalitarie, ma anche della psicologia violenta del branco : la ricerca del nemico oggettivo (Arendt) , che può essere il diverso, la persona che nega la sigaretta, il tifoso della squadra avversa, oppure, se subentrano i cattivi maestri ideologici, Israele, l'ebreo, l'immigrato, Giuliano Ferrara perchè è contro l'aborto, chiunque la pensa diversamente. La psicologia paranoica della violenza su cui può innestarsi l'ideologia totalitaria è comune ai tifosi violenti, agli estremisti di sinistra e a quelli nazionalsocialisti.